L’impegno cristiano di Piersanti Mattarella secondo Giovanni Tesè

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di Francesco Inguanti

Nell’introduzione al libro di Giovanni Tesè, “Piersanti Mattarella. Un politico cristiano”, La Medusa Editrice, Salvatore La Rosa, scrive: “Non sono molti per la verità gli scritti sinora editi che riguardano la figura di Piersanti Mattarella … “.

Questa affermazione contribuisce a dare valore ancora di più all’impegno di Giovanni Tesè nell’aver voluto raccontare la vita e l’impegno di un grande siciliano di cui rischiamo di perdere la memoria. Ma il merito di Tesè va oltre ed è racchiuso nel titolo dello stesso libro. Infatti non è che manchino testi che narrino la significativa esperienza di Piersanti Mattarella ed in ogni caso rimangono di lui i suoi numerosissimi interventi svolti nella sua attività politica, debitamente raccolti dall’Assemblea Regionale Siciliana.

Tuttavia in pochi hanno cercato di evidenziare la vera origine del suo impegno e di tutta la sua vita. Essa derivava dalla convinta adesione alla fede cristiana e al fedeltà alla Chiesa imparata fin da piccolo in famiglia e poi tradotta in età giovanile nell’Azione Cattolica e nelle frequentazioni con tanti uomini di fede che incontrava innanzitutto nel salotto di casa, ove papà Bernardo raccoglieva il meglio delle personalità cattoliche dell’epoca, tutte accuratamente indicate nelle pagine del libro.

Giovanni Tesè riesce a far emergere come in una filigrana ciò che veramente spingeva quotidianamente Piersanti ad assumere decisioni che all’apparenza sembravano solamente “scelte politiche”. Dalla lettura emerge così pian piano un Mattarella attento e preoccupato innanzitutto della formazione necessaria ai suoi amici e sostenitori per portare avanti quel gravoso impegno che si espresse soprattutto negli anni della sua presidenza della Regione.

L’autore si sofferma sull’attività del “Gruppo Politica” evidenziandone non solo i contenuti affrontati, ma soprattutto il metodo, figlio indubbiamente dell’esperienza fatta nell’esperienza ecclesiale, lungi da qualunque tentazione egemonica, come nei partiti accadeva già allora, e preoccupata di coniugare competenza e formazione. Il famoso slogan delle “carte in regola” era il compimento di un percorso frutto di una educazione all’ascolto e al rispetto delle persone che i tanti che hanno preso parte all’esperienza del “Gruppo Politico” ricordano e testimoniano ancora oggi.

Questa “lettura” del Mattarella cristiano consente a Tesè di avvicinare la sua figura a quella di altri due giganti siciliani della testimonianza cristiana: i beati Pino Puglisi e Rosario Livatino. Così conclude nelle ultime pagine l’autore: “Padre Pino Puglisi, Rosario Livatino e Piersanti Mattarella, seppur in ambiti diversi, nella Chiesa, nella magistratura e nella politica ci hanno testimoniato che l’unica strada da perseguire è quella fondata sulla giustizia, sul bene comune, sull’armonia sociale, sulla fraternità, sulla solidarietà, sulla fede e sulla speranza cristiana, sulla carità e sull’amore con il coraggio che solo la fede e il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo possono dare”.

Nella Postfazione, p. Gianni Notari, S.J., sembra indulgere al pessimismo quando tenta di vedere i frutti dell’impegno politico di Mattarella che non ci sono stati. Ma personalità e testimonianza di tale portata non possono essere rinchiuse in schemi politici o sociologici. E così Notari giustamente conclude: “Questo volume di Giovanni Tesè ci offe l’occasione per ricordare la grandezza di Piersanti Mattarella e ci dà la responsabilità di tenere viva questa memoria, non con sterili celebrazioni e la deposizione di corone di alloro ma con l’assumere su di noi, con l’incarnare in noi, le istanze di responsabilità, di concretezza e di etica che ci ha consegnato. Perché ognuno di noi possa essere seme e perpetuare nel tempo la sua generatività”.

Il raffronto con Puglisi e Livatino consente di rispondere meglio alla domanda più importante: perché fu ucciso Mattarella? E perché furono uccisi Puglisi e Livatino? Ciascuno operò in contesti storici e ambientali diversi, ma per tutti e tre la fede, l’esperienza cristiana vissuta e incarnata, non era un insieme di principi etici, né di valori sociali cui ispirarsi. Era l’origine e lo scopo della vita personale. Tutti e tre sono stati testimoni e profeti di un futuro che ci hanno additato con la loro lungimiranza e che spetta a noi oggi tentare di raggiungere, anche grazie al loro esempio.

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