Giornata diocesana delle famiglie

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Coniugi Daniela Cottone e Angelo Di Gregorio

Domenica mattina, 16 giugno 2024, tutti e quattro in macchina, anzi cinque: noi, nostra figlia dodicenne, una sua cara amica e anche il nostro cucciolo di cane, che abbiamo potuto portare con noi, dopo averne concordato la fattibilità con gli organizzatori! L’apertura alle esigenze delle famiglie partecipanti è cominciata già giorni prima.

Arriviamo a Poggio San Francesco subito accolti da un vivace movimento di altre famiglie, di bambini che allegri si muovono liberi e, in fondo, da un tavolo, su cui in bella vista sono disposti deliziosi manicaretti e bevande per accogliere in maniera dolce i partecipanti. Al momento della registrazione dei partecipanti viene consegnato un numero, che ben presto scopriremo essere il numero del tavolo al quale saremo invitati a sederci. Le famiglie continuano ad arrivare… il numero dei partecipanti continua a crescere, il piazzale si riempie di voci, abbracci, incontri e saluti!

           

I componenti dell’Ufficio diocesano di pastorale familiare, che con dedizione e cura dei particolari hanno preparato l’incontro di oggi, continuano ad aggiungere sedie ai tavoli: per grazia di Dio, infatti, le famiglie convenute (circa 80) sono più di quelle iscritte! Arriva l’arcivescovo che, con lo stile che lo contraddistingue, diventa subito “uno di noi”. Poco dopo si dà il via ai lavori della giornata ed ecco la novità! Il vescovo nel saluto iniziale dice che noi famiglie, oggi in maniera particolare, dobbiamo sentirci Chiesa, che noi siamo la “Chiesa” di Monreale e che lui è lì per ascoltare cosa la “sua Chiesa” ha da dire!

Che cambio di prospettiva! Non siamo noi là convenuti per ascoltare un relatore, ma, al contrario, è il padre che, seduto ad un tavolo insieme ai figli, chiede loro di raccontare gioie e fatiche. Ed è così che si aprono in maniera attiva i lavori, ci vengono dati spunti di riflessione su cui lavorare in gruppo e poi da tradurre in immagini da realizzare su cartelloni con i colori a dito. L’unica importantissima raccomandazione che viene fatta è che tutti, ma proprio tutti, devono partecipare e che ognuno di noi deve avere almeno un dito sporco di colore!

                           

Si inizia: il vocio nell’ampio salone aumenta, il movimento attorno ai tavoli per realizzare i cartelloni pure! Forse fatichiamo un po’ a sentirci, ma è come quando le api ronzano perché sono al lavoro per produrre il miele. È un brusio produttivo, è un vocio di ascolto, è un parlare e fare che è accoglienza e collaborazione! Mentre i genitori si dedicano al lavoro cui sono chiamati, i figli sono affidati alla sicura cura del gruppo Scout di San Giuseppe Jato che si occupa di loro, dopo averli suddivisi per fascia d’età. Niente è lasciato al caso! Dopo che ogni gruppo ha presentato i propri cartelloni, la parola viene lasciata a don Luca il quale in maniera concreta ed incisiva tratta il tema scelto per la giornata: “Sposi e presbiteri insieme per una corresponsabilità feconda”. I lavori si concludono con l’intervento del Vescovo che sintetizza quanto emerso e che fornisce ulteriori indicazioni concrete e spunti di riflessione.

A conclusione della mattina, arrivano anche alcuni video messaggi di saluto e di vicinanza da parte di diversi sacerdoti della nostra diocesi che non hanno potuto partecipare alla giornata in quanto impegnati con le celebrazioni eucaristiche, ciascuno nella propria parrocchia. Successivamente il pranzo a sacco condiviso diventa altro momento di scambio e di conoscenza reciproca.

Subito dopo il pranzo ecco che gli Scout tornano in azione prendendo in consegna le famiglie intere e organizzando dei giochi in cui genitori e figli possono cimentarsi insieme!  Un tempo bello, allegro e divertente da trascorrere come famiglia! E mentre le famiglie sono impegnate a giocare il Vescovo è rimasto, padre tra i figli, a parlare e ad ascoltare.

La giornata si conclude con la messa celebrata da don Luca, il quale durante l’omelia, a partire dal vangelo del giorno, esorta le famiglie ad avere sempre Speranza Certa che quanto facciamo e quanto seminiamo nelle nostre case, nelle nostre parrocchie, nella nostra diocesi e nella società in cui viviamo non è mai “inutile”, incoraggiandoci ad andare avanti con fiducia perché prima o poi il seme gettato germoglierà! Alla fine, si torna a casa stanchi, ma soddisfatti dopo aver fatto una bella esperienza di ascolto, confronto e condivisione!

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