Un seminario a Monreale alla scoperta dei segreti del Crocifisso del Cardinale De Torres

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di Francesco Inguanti

A marzo di quest’anno il magnifico crocifisso ligneo di Monreale era tornato nella sua Cattedrale. L’importanza dell’avvenimento, frutto di un lungo restauro protrattosi per oltre quattro anni, ha indotto la chiesa monrealese e il parroco della Cattedrale don Nicola Gaglio a dar luogo ad una giornata di studio, con l’obiettivo di raccontare il mecenatismo artistico di Ludovico II De Torres.

Di autore ignoto, il crocifisso risale agli inizi del XVII secolo, Si tratta di una scultura lignea policroma alta 2,70 metri, l’apertura delle braccia raggiunge la lunghezza di 2,25 metri. In seguito ad un lungo intervento di restauro, il Crocifisso della Cattedrale è ritornato nealla sua sede originaria. Solo temporaneamente è stato collocato nella cappella di San Benedetto, per consentire ai visitatori di ammirarlo, successivamente verrà riposto nella cappella di San Paolo.

Il restauro è iniziato nel 2017 ed è stato curato dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo, dalla dott.ssa Maria Concetta Reginella e la dott.ssa Anna Tschinke, grazie ad un contributo della Fondazione Sicilia che ha coperto il 50% delle spese e ai fondi della Basilica Cattedrale.

Molto qualificati e di assoluto valore scientifico i relatori chiamati a rivolgersi ad un uditorio attento e altrettanto qualificato, di cui faceva parte anche una delegazione di studenti dell’Istituto di istruzione superiore ”Basile-D’Aleo” di Monreale.

Dopo l’intervento iniziale di Maurizio Vitella, professore dell’Università di Palermo, che ha riguardato la figura di Ludovico II de Torres quale ”Vescovo della Riforma Cattolica”, è stata la volta della relazione del professore Andrea Bacchi dell’Università di Bologna sul tema della provenienza romana del Crocifisso ligneo. Il prof. Andrea Bacchi, della Fondazione Federico Zeri – Università di Bologna ha raccontato di come un bellissimo e grandissimo Crocefisso di legno, venuto da Roma sia giunto a Monreale. Gli accurati studi del prof. Bacchi non hanno potuto svelare il mistero più grande, quello riguardante l’autore, ma hanno offerto ai presenti in Cattedrale grandi e preziosi elementi di giudizio su ogni dettaglio dell’opera e sui possibili collegamenti con altre opere dello stesso periodo.

Al prof. Tancredi Farina, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo, è stato affidato il tema la “Scultura romana a Monreale” il quale ha approfondito le questioni relative alla committenza di Ludovico II de Torres offrendo ampi elementi di contestualizzazione dell’opera utili per conoscerne aspetti meno noti al grande pubblico.

Un altro qualificato intervento è stato affidato al prof. Fernando Loffredo, della State University of New York at Stony Brook, il quale ha fatto conoscere al pubblico le grandi scoperte sulla statua bronzea di San Giovanni Battista, che può essere ammirata nella Cattedrale monrealese.

Il pubblico presente ha apprezzato l’iniziativa che ha contribuito a dare spessore culturale e religioso ad un’opera d’arte che certamente aumenterà l’interesse dei visitatori che oltre ai mosaici potranno conoscere meglio la storia e la cultura che accompagna da secoli la vita della Cattedrale.

Nel saluto finale l’arcivescovo mons. Michele Pennisi, ha indicato nel Cardinale Ludovico II De Torres, uno dei più importanti vescovi che Monreale abbia mai avuto, anche per le grandi opere d’arte con cui ha arricchito il Duomo, spiegando come il Crocefisso di De Torres vada inserito nella storia del culto che Monreale ha da secoli per il Cristo Crocifisso

 

 

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