Fratel Biagio concluso il digiuno è tornato a casa

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di Francesco Inguanti

Il 17 febbraio scorso, mercoledì delle ceneri, Fratel Biagio Conte, fondatore della Missione di Speranza e Carità, aveva iniziato dinnanzi alla Cattedrale di Palermo un periodo di digiuno e preghiera che ha concluso la mattina presto del 28 marzo, Domenica delle Palme. Molto provato, è stato aiutato dai volontari e si è trasferito in una delle sedi della comunità in una piccola astanteria, dove pian piano riprenderà le forze per partecipare alla Settimana Santa assieme ai fratelli della missione.

Prima di abbandonare il giaciglio ove ha trascorso questo periodo, ha lanciato questo nuovo messaggio:

“A causa di uno sfrenato e spietato commercio non si tutela più il cittadino e così tutta l’umanità. Purtroppo non si segue più il sano e il vero modello del giusto lavoro, ma oggi si insegue un commercio e un lavoro orientati esclusivamente al profitto.

E così attuiamo ed alimentiamo un modello di società orientato esclusivamente al materialismo e al consumismo. Siamo diventati schiavi e dipendenti di un marketing amorale e diseducativo, di multinazionali che non fanno altro che impoverire popoli e nazioni, sfruttando le loro risorse, arricchendo solo una minoranza di quelle nazioni e commerciando armi, tutto ciò che è negativo, diseducativo, violento, pornografico. Così non si rispetta più la persona, il corpo, l’essere umano, l’ambiente e la terra. Anche gli alimenti non sono più genuini, commestibili, perché alterati da tante sostanze nocive. Siamo diventati cose, oggetti di consumo, ci usiamo e poi ci gettiamo gli uni con gli altri. Domina un’economia del profitto, si vende e si pubblicizza tutto ciò che è negativo, violento, orribile e diseducativo. L’obbiettivo è fare affari, soldi, business. Non è giusto tutto questo, non aiuta, non valorizza e così non si trasmette più il bene e il giusto. Mi appello a tutte le autorità e alle varie competenze affinché si intervenga al più presto nel fermare questa ingiusta corsa all’ingiustizia, al denaro e che non tutela più il cittadino, siamo diventati carne di mercificazione come spazzatura.

Chiedo a tutti, al Sindaco di Palermo e a tutti i Sindaci, al Presidente della Regione Sicilia e a tutti i Presidenti di Regione, al Presidente del Consiglio e a tutte le Autorità di ogni Stato, al Presidente del Parlamento Europeo, ad ogni uomo e ad ogni donna di questa umanità di affidarsi alla preghiera e al rispetto dei valori, di unire la preghiera alle giuste opere. Se vogliamo il bene di questa società, dobbiamo collaborare tutti insieme.”

 

L’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi ha così commentato la notizia.
“La decisione di Biagio Conte di concludere il suo digiuno di 40 giorni all’ingresso della Cattedrale di Palermo mi rallegra innanzitutto per la salvaguardia della sua salute. La sua testimonianza è un giudizio su tutti noi e per il mondo intero. Ci ha indicato che il digiuno quaresimale – al di là delle forme che può assumere e che ciascuno può scegliere – è un elemento costitutivo della nostra esperienza di fede cristiana cui tutti soprattutto in Quaresima siamo chiamati ad aderire. Ma Fratel Biagio ha fatto di più. Ha incontrato tantissime persone con le quali ha condiviso innanzitutto la preghiera. Essa è un’altra dimensione costituita della nostra fede. In tanti sono stati a trovarlo e gli hanno affidate le proprie preoccupazioni e la salute dei propri cari. Per tutti ha avuto una parola di conforto affidando tutti alla Vergine Maria. Chiedere a cosa sia servito questo gesto non serve. Non aveva in animo di raggiungere un obiettivo, ma di richiamare al senso della vita, soprattutto in un momento in cui è seriamente compromessa a causa del Coronavirus. Fratel Biagio è testimone e profeta e richiama alla santità.  Di questo dobbiamo ringraziarlo e possibilmente imitarlo. L’imminente Pasqua ci sia di aiuto in questo cammino.”

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