Cinema e giornalismo in un libro di Ivan Scinardo

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di Francesco Inguanti

Cosa lega cinema e giornalismo? Certamente una lunga storia per molti anni portata avanti su strade parallele, con due professioni che spesso si sono intrecciate tra loro alla ricerca di un modo sempre più efficace e convincente di raccontare fatti e storie. Oggi però queste strade sembrano aver preso direzioni diverse a causa delle profonde mutazioni accadute in tutto il mondo della comunicazione.

Pierangelo Buttafuoco, nella prefazione del libro di Ivan Scinardo “Cinema e Giornalismo. Immaginario e narrazione” 40due Edizioni dice: “Oggi nell’era del digitale e della crisi della carta stampata, il mestiere più bello del mondo ( … e qual è, il cinema, il giornalismo o …?) rischia seriamente di essere ridimensionato e il cinema di intraprendere nuove strade perché se colui che scrive e firma sul suo giornale è sostituito dai pigiatori di tastiere anonimi, dai siti on-line, dai blog o dai twitter, inventarsi una trama che possa aver successo al cinema, diventa difficile.

Anche per questo mutato contesto Ivan Scinardo non ha scritto un saggio scientifico su un tema per altro molto complesso, ma partendo da un modulo formativo chiamato “Cinegiornalismo”! ha prodotto questo testo “con un compito meramente orientativo e divulgativo”. E come spiega più avanti, con un duplice scopo. “Aiutare chi si affaccia per la prima volta alla professione giornalistica ad avere una filmografia a cui attingere per completare la formazione professionale”. A questo si aggiunge il secondo rivolto più direttamente agli amanti del cinema: “Possedere una selezione di titoli di genere”.

Sulla base di questa scelta 320 delle 350 pagine del libro sono dedicate ad una accurata elencazione di film e registi che hanno affrontato il tema del giornalismo da tantissimi punti di vista. 250 sono i film selezionati e circa 700 i nomi dei registi citati.

Un lavoro certosino ma utilissimo, non solo per chi è alle prime armi in questo settore, cui possono attingere giornalisti, ma anche cultori e appassionati della cinematografia.

Nell’introduzione, che è una guida all’utilizzo del libro, Scinardo traccia tante possibili strade per leggere e comprendere cosa sia accaduto e cambiato nella filmografia che ha a che fare col giornalismo. Tante storie, note e meno note, per comprendere la strada percorsa e tentare di intuire quella che ancora attende tutti.

In conclusione uno strumento utile da tenere a portata di mano, anche in questo periodo in cui non si possono vedere i film nel luogo storicamente deputato, il cenema, ma proprio per questo più alla portata di tutti.

Così conclude Scinardo: “Questo libro è un viaggio in parallelo tra la storia del cinema e quella del giornalismo, in un continuo intreccio di trame che portano queste due “arti” a volte a scontarsi e diventare divergenti, a volte a fondersi, come in una sorte di faro nella nebbia, alla ricerca continua della verità”

 

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