Pubblicato il: 30 Agosto 2020 alle 4:37 pm

La vita, la sofferenza, la morte di Margherita raccontata da Mario Tamburino

di Francesco Inguanti

Dal giorno in cui Adamo ed Eva abbandonarono, loro malgrado, l’Eden il problema della sofferenza e della morte è quello che li ha di più tormentati e con loro tutti i discendenti fino a noi oggi. Il tema del perché dobbiamo soffrire, soprattutto perché esiste la morte degli innocenti, non trova da sempre sufficiente risposta tra noi poveri mortali. Ne accettiamo l’esistenza quando colpisce gli altri, ci ribelliamo quando ci riguarda direttamente o colpisce le persone a noi più vicine.

Il libro di Mario Tamburino, “Storia di Margherita. La felicità non passa sempre dal Miracolo” edito da San Paolo, non può né ha la pretesa di sciogliere una questione che tutta l’umanità si porta dietro da quando è comparsa sulla terra, ma aiuta a guardare il problema con una angolazione diversa.

La storia di Margherita Ruberto è tanto semplice quanto drammatica. Dopo una vita abbastanza normale, dopo un matrimonio felice a Milano, aver messo al mondo tre figli, essersi spostata in Sicilia per il trasferimento per motivi di lavoro del marito, si ammala di tumore e in meno di sei anni muore. Margherita non nega la ricerca del senso del dolore, ma abbraccia la dimensione dell’accettazione per comprendere di più il valore di tutta la sua vita, compreso il momento in cui ha dovuto lasciare marito e figli, in età adolescenziale.

La lettura di questa storia nell’anno della pandemia non può evitare i riferimenti ad una tragedia planetaria che ha colpito direttamente o indirettamente 7 miliardi di uomini e la ricerca del senso di tutto ciò che li coinvolge tutti.

Margherita ha un punto di osservazione: la fede e l’appartenenza alla comunità cristiana. Su questo e sulla compagnia che essa le offre si fa forza per la sua lotta contro la malattia. A pag. 120 così dice: “La malattia mi ha aperto gli occhi, mi ha fatto alzare lo sguardo: certo avrei preferito che la circostanza con cui Lui si rendeva presenza fosse diversa, questo è il mio limite, però non mi chiedo più neanche il perché e questo mi rende totalmente libera nei rapporti con le persone che mi girano attorno e totalmente libera con i miei figli. Senza giri di parole, non è facile spiegare e le parole spesso banalizzano il pensiero”.

Parole che non banalizzano e che sembrano fare da pendant a quelle di Margherita sono quelle pronunciate da papa Francesco in pieno lockdown, esattamente nell’Angelus della V domenica di Quaresima, quando commentando il brano sulla resurrezione di Lazzaro, ha detto: “La risposta di Dio non è un discorso, no, la risposta di Dio al problema della morte è Gesù: <<Io sono la risurrezione e la vita … Abbiate fede! In mezzo al pianto continuate ad avere fede, anche se la morte sembra aver vinto>>”.

Nella storia di Margherita la morte in apparenza ha vinto, sulla vita, come da sempre su questa terra, ma la sua morte è andata oltre sé stessa ed ha dato speranza e raggion d’essere alla sua famiglia e ai tanti amici che l’hanno conosciuta.

La più alta espressione artistica moderna della lotta dell’uomo contro la morte rimane il film di Ingmar Bergman “Il settimo sigillo”. Il cavaliere Antonius Block gioca la sua indimenticabile partita a scacchi contro la morte. Sa di non poter vincere, ma riesce in una piccola dilazione di tempo, che consente ad una famiglia di attori girovaghi, il cui capofamiglia è Jof, di salvarsi.

Margherita, come Lazzaro, come tutti noi, non ha avuto dilazioni. La morta è giunta il 7 dicembre del 2016. La sua vicenda umana, la sua sofferenza, la sua morte sono una testimonianza vivente di quanto affermato da papa Francesco il 27 marzo 2020 in una Piazza San Pietro deserta e bagnata, nel “Momento straordinario di preghiera in tempo di epidemia: “Il tema centrale del suo messaggio può essere rinchiuso in questa frase: la forza di Dio è <<volgere al bene tutto quello che ci capita anche le cose brutte>>.

Sarebbe bello e sinceramente lo speriamo di aver raccontato il proseguo di questa storia e sapere come Dio ha volto al bene tutto quello che capita, anche a quello che è accaduto alla famiglia di Margherita e ai suoi numerosi amici.

 

 

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