Olivia Olivio racconta la sua commozione nel fare da guida alla mostra al Meeting

Anche quest’anno, come negli anni scorsi, ho dato la disponibilità come volontaria al Meeting, ma per la prima volta mi è stato chiesto di fare da guida ad una mostra. Sono stata molto contenta della proposta, perché sono stata a Monreale circa trent’anni fa e ricordo ancora l’impatto mozzafiato di quel giorno. Ho sempre sperato di potervi tornare. A casa ho un bel libro sul duomo che riguardo spesso. Per prepararmi alla mostra, sono partita da quello e ho aggiunto la lettura del materiale che mi è stato inviato. Ho scoperto così tante cose nuove, sia dal punto di vista storico che artistico; ho scoperto anche particolari della storia sacra e della sapienza con cui sono stati fatti i mosaici, che mi hanno affascinato.

Mi ha colpita la parte della mostra che riguarda l’iconografia regia, perché mi ha fatto accorgere di questo fatto: noi tante volte rischiamo di applicare i nostri schemi a ciò che guardiamo, mentre mettendo le cose nel loro contesto possiamo allargare il cuore e la mente.

Un altro aspetto molto importante è stato conoscere la storia della Cattedrale, scoprire le ragioni per cui è stata voluta da Guglielmo II, il desiderio di eternità che essa esprime.

Stamattina a messa abbiamo fatto questa preghiera: “Noi ti offriamo quello che Tu ci hai dato, e Tu donaci in cambio te stesso”. Non ho potuto fare a meno di pensare a Guglielmo II e alla storia della Cattedrale.

Anche la Madonna Odigitria mi ha colpita moltissimo, per il suo sguardo intenso e malinconico, pieno di consapevolezza, e per il suo sorriso.

Il Pantrocrator di Monreale mi sembra avere, più di altri, le braccia allargate per invitarci ed accoglierci.

Ho notato la gente stupirsi e commuoversi di fronte alla bellezza della Cattedrale e al suo scopo: essere un punto di memoria e di preghiera. Anche noi possiamo raccogliere il suggerimento di Guglielmo II e chiedere la stessa cosa.

 

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About the Author: Francesco Inguanti

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