Pubblicato il: 10 Giugno 2019 alle 4:07 pm

L’Archivio Storico del Duomo di Monreale, un tesoro tra i tesori

L’importanza dell’Archivio Storico del Duomo di Monreale è stata riconosciuta dalla Soprintendenza Archivistica per la Sicilia che il 17 ottobre 1986 lo ha dichiarato di “notevole interesse storico”, ai sensi del D.P.R. n. 1409 del 1963.

Tale importanza si deve anche al fatto che alcuni dei canonici parroci della Basilica Cattedrale si resero particolarmente benemeriti verso questo archivio, perché oltre a raccogliere e conservare i registri parrocchiali di anagrafe, che vanno dalla metà del ‘500 in poi, fornendo un interessante spaccato storico della popolazione e fungendo da veri strumenti di statistica, oltre alle pratiche amministrative, si dedicarono anche alla raccolta di una preziosa documentazione per conservare le memorie della storia locale.

Tra questi canonici parroci benemeriti ricordiamo Onofrio Tagliavia, parroco dal 1829 al 1857, “diligentissimo ed appassionato cultore delle memorie monrealesi” come lo definisce un illustre esponente della Scuola monrealese, Saverio Guardì, a cui succede Giovan Battista Virga, che arricchisce l’Archivio con la donazione di volumi di sua proprietà e poi dal 1892 al 1920 Gaetano Millunzi, studioso instancabile e fecondo. Il suo passaggio è visibile in tutti gli archivi monrealesi che erano a sua disposizione, in quanto godeva di una grandissima fiducia.

Fu merito di Giuseppe Schirò, noto storico ed archivista monrealese, già direttore dell’Archivio Storico Diocesano, il riordino sistematico e razionale dell’Archivio del Duomo, con la redazione di un indice analitico, quale prezioso strumento di indagine e ricerca per tutti gli studiosi, presentato nel 1991.

L’Archivio Storico del Duomo sino al 2016 era custodito in una stanza a primo piano, della Sala della Pace, corrispondente all’ex Chiesa di San Pietro. Si deve all’attenzione e alla sensibilità dell’attuale Arciprete Don Nicola Gaglio, il trasloco ad una sede più idonea e ricca di fascino storico-artistico. Infatti, in occasione del Convegno Salutem et Apostolicam Benedictionem, tenutosi presso il Palazzo Arcivescovile il 10 giugno 2016, organizzato dall’Archivio Storico Diocesano di Monreale, al termine della giornata di studi, alla presenza del Prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano Mons. Sergio Pagano, del nostro Arcivescovo Michele Pennisi e dell’allora Soprintendente Archivistico Dott. Claudio Torrisi, fu inaugurata la nuova sede, a primo piano, nella Torre dell’orologio della Cattedrale, completamente ristrutturata all’uopo.

Di particolare pregio documentario sono oltre la già citata Serie Anagrafe parrocchiale e statistiche, la Serie denominata Scuola monrealese comprendente manoscritti appartenenti a filosofi e letterati della Monreale che, nella seconda metà del’700 e nell’800, quando al tempo dell’Arcivescovo Francesco Testa raggiunse il suo massimo splendore soprattutto in campo letterario e filosofico, era chiamata l’Atene di Sicilia. Tra i tanti caposcuola di quel tempo ricordiamo Francesco Murena, scolopio piemontese e Vincenzo Miceli, considerato il precursore di Kant.

Ma di notevole interesse è doveroso menzionare la Serie Pergamene.

In questi anni Don Nicola Gaglio si è interessato sollecitamente al restauro del Tabulario del Duomo, composto appunto da 36 pergamene, una pianta della Cattedrale e una tela imponente del 1711 con gli obblighi delle Messe, che vanno dal 1446 al 1828 e che raccolgono bolle papali, brevi pontifici, promesse di stabilità e obbedienza dei Monaci benedettini caratterizzati tutti da fregi, svolazzi e splendide “litterae elongatae”, tessere di antichi inchiostri per manoscritti unici e irripetibili.

“La tutela costituisce la funzione essenziale in materia di beni culturali. Essa, infatti, contempera le correlate funzioni di conservazione, fruizione e valorizzazione, costituendone il fondamento e contribuendo a tenere desta la coscienza storica” (Claudio Torrisi).

Anna Manno

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