“Mi ritrovai per una selva oscura”

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di Francesco Inguanti

Ancora una volta la Basilica di Monreale si trasforma in splendido palcoscenico per una rappresentazione di alto livello. Protagonista questa volta Dante Alighieri con la sua Commedia, che non sarà letta, né interpretata, ma diventerà “Una rappresentazione di teatro popolare, dove ognuno è protagonista”. Così si legge nella locandina “Mi Ritrovai”.

L’azione corale si terrà domenica 31 ottobre alle ore 19 all’interno del Duomo di Monreale organizzata dal Centro culturale Il Sentiero di Palermo, a cura di Marco Martinelli, regista del Teatro delle Albe di Ravenna e più volte premio Ubu.

Abbiamo chiesto a Giuseppe Lupo, il Presidente de Il Sentiero:

Da dove nasce questo evento?

Dal riconoscimento che non esiste appropriazione di alcuna narrazione che non passi da un puro tratto esperienziale. Generalmente, durante la visione di un film o la lettura di un libro, l’esperienza che permette l’immedesimazione e l’appropriazione è attinta dal passato del fruitore. In quest’evento la scommessa è che l’esperienza venga direttamente attinta dal presente.

Come si svolge in concreto?

In prima battuta tutto passa dalla dinamica relazionale tra corifeo e coro: ciascuno dei quaranta componenti del coro dovrà infatti ripercorrere con vocalità e mimica teatrali quanto proposto dal capocoro. Ma la dinamica, che cresce d’intensità nell’incedere dello spettacolo, finisce per coinvolgere spontaneamente il pubblico che assiste. È così che all’acme dello spettacolo ogni spettatore diventa coro, viene chiamato a agire la parola dantesca con la propria voce e con il proprio corpo. Viene chiamato ad esperire fisicamente la risalita dalla selva oscura, la decisione d’intraprendere il “santo viaggio” e l’inoltrarsi nel buio.

Quale valore ha oggi un evento di questa natura?

Ha ragione Martinelli a dire che il segreto di questo spettacolo sta nella “segreta alleanza tra l’io e il noi”, su cui peraltro si regge da sempre il teatro, si reggono tutte arti che aspirano a verità e bellezza. Ed è tanto più importante riproporre questa segreta alleanza oggi, quando questa alleanza è continuamente messa in questione, ostacolata e ripudiata da una società in cui l’io è sempre più atomico.

Che vuol dire atomico?

Atomico sia nel senso della singolarità disunita, sia nel senso dell’esplosività. Sappiamo tutti che quanto più rimaniamo soli, tanto più siamo preda delle esplosioni interne e dei bombardamenti continui a cui siamo esposti.

Perché proprio a Monreale?

Monreale è il luogo ideale per l’intreccio tra l’io e il noi, chiunque entri in Basilica non può non accorgersi della quantità di figure umane conducano il pellegrino dall’ingresso sino al Pantocratore. Monreale è l’apoteosi dell’io, innalzato a noi.

Che c’entra Dante con Monreale?

 

 

Monreale è un luogo che con Dante ha molto a che fare: sia perché nella Commedia sono cinque i riferimenti precisi alla dinastia Normanna, uno in particolare (in Paradiso) proprio a quel Guglielmo che volle la fondazione del Duomo. Ma c’è anche chi, come il professor Franco Nembrini, ha indicato anche la straordinaria somiglianza della visione dell’Empireo contenuta in Paradiso XXX e la visione che ammalia ogni essere umano che ha la fortuna di accedere nella Basilica monrealese.

Come si accede?

L’ingresso è gratuito, basterà presentare il green pass all’accesso e prenotarsi tramite questo link https://www.eventbrite.com/e/biglietti-mi-ritrovai-dalla-selva-oscura-al-paradiso-196967885247 .

La Basilica Cattedrale di Monreale è partner dell’evento che è patrocinato anche dall’assessorato allo sport, turismo e spettacolo della Regione Siciliana.

La Basilica di Monreale sarà palcoscenico di un altro evento dantesco giovedì 11 novembre 2021 quando alle ore 11 Franco Nembrini reciterà e commenterà alcuni brani della Commedia per gli studenti e nel pomeriggio alle 17 per tutti.

 

 

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