Margaret Karram: nuova guida del Movimento dei Focolari

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di Patrizia Mazzola

Domenica 31 gennaio 2021 è stata eletta la nuova Presidente del Movimento dei Focolari, Margaret Karram, dall’assemblea generale riunita in modalità on line, che guiderà il Movimento nei prossimi sei anni.
Margaret Karram nasce ad Haifa in Israele nel 1962 da una famiglia cattolica palestinese e si laurea in Ebraismo presso l’American Jewish University negli Stati Uniti. Ha ricoperto vari incarichi per i Focolari a Los Angeles e a Gerusalemme.
Ha collaborato anche in diverse commissioni e organizzazioni per la promozione del dialogo tra le tre religioni monoteiste, come la Commissione Episcopale per il dialogo interreligioso, nell’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa e l’organizzazione ICCI (Interreligious Coordinating Council in Israel). Ha lavorato 14 anni al Consolato generale d’Italia a Gerusalemme. Dal 2014 è al Centro internazionale dei Focolari come consigliera per l’Italia e l’Albania e corresponsabile per il Dialogo tra Movimenti ecclesiali e nuove Comunità cattoliche.
L’8 giugno 2014, unica donna, in rappresentanza dei cristiani è chiamata a leggere la preghiera per la pace di San Francesco in Vaticano alla cerimonia di Invocazione per la pace presieduta da Papa Francesco e dal Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli alla presenza dei Presidenti dello Stato Israeliano, Shimon Peres e dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas.
Emozionatissima, alla notizia della sua elezione, Margaret ha sottolineato come abbia sentito una grande commozione e allo stesso tempo una forza dello Spirito dentro di sé che aveva invocato tutta la giornata. “Ho detto ‘Eccomi’, – sono al servizio della Chiesa, del Movimento, dell’umanità insieme a voi”, ha dichiarato Margaret Karram. Ciò che le sta a cuore è quanto Chiara Lubich ha detto nel suo testamento spirituale: “Siate una famiglia”.
Il 6 febbraio Papa Francesco ha quindi ricevuto in udienza privata i 362 partecipanti all’Assemblea generale dei Focolari, di cui una parte era presente in aula Paolo VI in Vaticano e la maggioranza collegata in via telematica.
Ad aprire l’incontro con Papa Francesco è stata Maria Voce, Presidente uscente dei Focolari, che ha presentato Margaret Karram: “Siamo grati allo Spirito Santo di averla scelta – ha detto – nella gioia di poter affidarla ora alla sua preghiera e al suo amore, Santo Padre, che certamente sarà altrettanto profondo e grande come lo è stato per me durante tutti questi anni”.
La neo-eletta ha confidato al Papa di non amare la parola Presidente: “Sono figlia della Chiesa e voglio essere a suo servizio e di tutti”. Ha espresso la sua gratitudine per le parole e i gesti del Papa, che “ci stimolano costantemente a porci con tutto il Popolo di Dio in uscita per chinarci sui dolori dell’umanità e adoperarci affinché, nella Casa comune, tutti si guardino e si trattino come fratelli e sorelle”.
Papa Francesco ha aperto il suo discorso, imperniato su tre punti principali, sull’origine del carisma dei focolari:
“Ogni carisma è creativo, non è una statua di museo. […] Si tratta di rimanere fedeli alla fonte originaria sforzandosi di ripensarla ed esprimerla in dialogo con le nuove situazioni sociali e culturali. Ha radici ben fisse, ma l’albero cresce in dialogo con la realtà. […] La vostra spiritualità, caratterizzata dal dialogo e dall’apertura ai diversi contesti culturali, sociali e religiosi, può certamente favorire questo processo”.
Il Papa mette in guardia dall’autoreferenzialità “che non viene mai dallo spirito buono, è quello che auspichiamo per tutta la Chiesa: guardarsi dal ripiegamento su se stessi, che induce a difendere sempre l’istituzione a scapito delle persone, e che può portare anche a giustificare o a coprire forme di abuso. […] È meglio invece essere coraggiosi e affrontare con parresia e verità i problemi, seguendo sempre le indicazioni della Chiesa.
Passa poi al secondo tema sottolineando l’importanza delle crisi che sono sempre opportunità per crescere. Una crisi “è un tempo dello Spirito, che suscita l’esigenza di operare un aggiornamento, senza scoraggiarsi davanti alla complessità umana e alle sue contraddizioni. […] È compito di chi ricopre incarichi di governo, a tutti i livelli, adoperarsi per affrontare nel modo migliore, più costruttivo, le crisi comunitarie e organizzative; invece le crisi spirituali delle persone, che coinvolgono l’intimità del singolo e la sfera della coscienza, richiedono di essere affrontate prudentemente da chi non ricopre incarichi di governo, ad ogni livello, all’interno del Movimento”.
Per la realizzazione dell’unità, alla quale si sentono particolarmente chiamati i Focolari, il Papa indica una duplice prospettiva: “Per quanto riguarda l’agire all’esterno, vi incoraggio ad essere testimoni di vicinanza con l’amore fraterno che supera ogni barriera e raggiunge ogni condizione umana. Superare le barriere, non avere paura! È la strada della prossimità fraterna, che trasmette la presenza del Risorto agli uomini e alle donne del nostro tempo, a partire dai poveri, dagli ultimi, dagli scartati; lavorando insieme alle persone di buona volontà per la promozione della giustizia e della pace. […] Mentre per l’impegno all’interno del Movimento esorta a promuovere sempre più la sinodalità “affinché tutti i membri, in quanto depositari dello stesso carisma, siano corresponsabili e partecipi della vita dell’Opera di Maria e dei suoi fini specifici. Chi ha la responsabilità del governo, è chiamato a favorire e attuare una trasparente consultazione non solo in seno agli organi direttivi, ma a tutti i livelli, in virtù di quella logica di comunione secondo la quale tutti possono mettere al servizio degli altri i propri doni, le proprie opinioni nella verità e con libertà”.
E conclude richiamando a rimanere, ad imitazione della fondatrice Chiara Lubich, sempre in ascolto del grido d’abbandono di Cristo in croce “che manifesta la misura più alta dell’amore. La grazia che ne deriva è in grado di suscitare in noi, deboli e peccatori, risposte generose e a volte eroiche; è in grado di trasformare le sofferenze e persino le tragedie in fonte di luce e di speranza per l’umanità. In questo passare dalla morte alla vita si trova il cuore del Cristianesimo e anche del vostro carisma”.

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