Pubblicato il: 15 Settembre 2019 alle 1:12 pm

“I media della CEI … insieme per passione”. Ieri a Terrasini si è parlato di società.

di Redazione

Il pomeriggio del sabato 14 settembre è stato dedicato ad affrontare i temi più rilevanti della nostra società avendo come orizzonte la parabola del Buon Samaritano. Sul palco di Palazzo d’Aumale, mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone; mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale e Nicola Morra, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Assente per motivi di salute l’atteso Don Antonio Mazzi. L’incontro-conversazione intervallato da letture di testi poetici, alcuni dei quali di Don Pino Licciardi, è stato moderato da Arianna Ciampoli.

“Il Concilio Vaticano II ha definito questa parabola come il paradigma della vita Cristian – ha esordito Calogero Peri – . Il Signore, nella parabola, per rispondere alla domanda ‘chi è il mio prossimo?’, sposta l’asse da quello razionale a quello relazionale. Il Signore ci orienta nel disorientarci”. La Parabola – ha proseguito – ci interroga e ci chiede quanto siamo disponibili ad essere responsabili. Troppo spesso usiamo “responsabile” come aggettivo o come avverbio ma dobbiamo usarlo come sostantivo. Uomo – responsabilità. L’uomo per essere uomo non può declinare ad altri la sua responsabilità di tutti e di tutto”.

Di responsabilità ha parlato anche Nicola Morra: “Spesso siamo chiamati a prenderci le nostre responsabilità ma, – ha continuato – la nostra è una società de-responsabilizzata. Uno interviene, gli altri guardano”. Riferendosi alla parabola e contestualizzandola ha affermato: “La Chiesa deve ammettere che in tanti suoi uomini non è stata all’altezza delle responsabilità sue proprie. Ha alternato uomini granitici come Don Pino Puglisi e Don Peppe Diana a casi tristissimi di uomini che hanno avuto dei comportamenti su cui è meglio sorvolare. La Chiesa non èl’ecclesiastico ma la comunità dei credenti, quindi anche il laico deve sentirsi responsabile”.

“Nella vita di relazioni siamo chiamati sempre a rispondere a qualcuno. La nostra vita è fatta di responsabilità e vivendo la vita come chiamata la viviamo rispondendo – ha affermato mons. Michele Pennisi  e poi citare la parabola del giudice e della vedova-Morra rispondendo afferma: “Le istituzioni sono nate per governare l’esistenza terrena e hanno più responsabilità della Chiesa. Lo Stato si è macchiato con atti vergognosi e io non sono orgoglioso di appartenere ad istituzioni che si sono macchiate con queste cose”. E poi conclude così: “Tutti dovremmo interrogarci con la nostra coscienza democratica se lo Stato mette al centro la persona”. Poi rivolgendosi ai giovani presenti dice: “La mafia, anche quella politica, ha paura di istruzione e cultura. Se vi istruite non vi farete violentare”.

A concludere la conversazione una riflessione di Calogero Peri: “La tradizione orale ha creato uomini saggi e sapienti. Oggi comunichiamo con l’immagine. Chi orienta la conoscenza? Chi la gestisce? É più importante che vengono 4000 migranti o che vanno via un sacco di giovani? Non c’è più intelligenza, non c’è più riflessione. Dove sono le intelligenze autonome? Solo belato comune. La realtà ha 1000 spiegazioni”. E alla domanda se si può essere ‘credenti … ma’ risponde: “L’unico ma della storia che dobbiamo considerare è quello della resurrezione. Non credo a tutti i ma e i però che sono riduzione all’amore. Ma purtroppo lo faccio anche io”.

La serata è stata conclusa con il concerto del maestro Marcelo Cesena che ha suonato al pianoforte musiche da fil di Ennio Morricone e sue composizioni.

Oggi, chiusura del festival e pomeriggio dedicato alla Comunicazione, converseranno a Palazzo d’Aumale, dalle 17:30, Ermes Maria Ronchi, Teologo e Saggista; Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire; Vincenzo Morgante, Direttore TV2000 e InBlu Radio; Amerigo Vecchiarelli, Direttore AgenSir e Vincenzo Corrado, Vice Direttore Ufficio Nazionale Comunicazioni Sociali della CEI. Alle 21:00, nello stesso luogo, il Concerto del Coro di Voci bianche e Cantoria del Teatro Massimo di Palermo diretto dal Maestro Salvatore Punturo. Al pianoforte il Maestro Giuseppe Ricotta. A seguire l’intervista e la consegna del premio “Una vita per… passione!” a Mario Incudine.

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