Pubblicato il: 21 Giugno 2019 alle 11:17 am

Presentata a Corleone la figura di Gregorio Fasulo

di Marcello Fedele

La Diocesi di Monreale è patria di un notevole numero di santi, beati e servi di Dio, che beati potrebbero diventare. Ha quindi accolto con grande piacere la presentazione di un uomo di Dio che, benché sia nato e vissuto a Palermo, vanta notevoli legami di parentela a Corleone, dove la sua figura è stata presentata lunedì 10 giugno nella parrocchia della Madonna delle Grazie mercé la fraterna ospitalità del parroco Padre Giuseppe Gentile.

Nella chiesa gremita i parrocchiani presenti hanno potuto conoscere la figura di Gregorio Fasulo, un giovane palermitano nato nel 1920 e morto nel 1945 che non ha compiuto gesti eroici, ma nell’anonimato e nella normalità della vita quotidiana ha detto il suo sì al Signore attraverso la malattia e la sofferenza, certo di aderire ad un progetto buono sulla sua vita che lui non avrebbe né voluto né potuto immaginare. Ciò che colpisce di questa storia non sono i fatti straordinari quanto una significativa serie di ricordi che parenti e amici hanno conservato fino ad oggi e che una nipote, Caterina Zabbia, che proprio a Corleone vanta numerosi parenti ed amici, dopo anni di ricerca e di fatiche, è riuscita a raccogliere in un libro edito un anno fa dal significativo titolo: “Gregorio: un fiore cresciuto sulle zolle del Calvario” edito da Edizioni La Zisa.

Proprio Caterina Zabbia ha tracciato un profilo del nipote Gregorio ed ha narrato i fatti seguenti alla sua morte che l’hanno condotta a raccoglierne le memorie e a scrivere in fine il libro di cui si è detto. Infatti, quello che all’inizio appariva la conclusione di un impegno editoriale e di un gesto affettivo si è man mano tramutato in un piccolo movimento sotterraneo che ha cominciato a coinvolgere tanti che, pur non avendolo conosciuto, sono rimasti colpiti dalla sua personalità nonché dalla sua fama di santità.

Caterina che ha condiviso con i presenti il ricordo della vita dello zio da lei conosciuto attraverso i racconti fatti dalla nonna e dalla mamma rispettivamente madre e sorella di Gregorio. Ha ricordato come il rinvenimento di lettere e scritti tra i ricordi di famiglia sia stato fondamentale nella ricostruzione dei fatti descritti nel libro da lei che si è rivelato il mezzo che ha permesso e continua a permettere di diffondere la conoscenza di Gregorio a buon titolo definito nel sottotitolo “Un fiore cresciuto sulle zolle del Calvario”,

All’incontro ha preso parte anche mons. Carmelo Vicari che è il parroco di Sant’Ernesto a Palermo che ha incoraggiato e sostenuto Caterina nell’impegno della scrittura del libro. Nel suo intervento ha ricordato come la lettura di quel racconto ancora in bozza proposta timidamente da Caterina molti mesi or sono gli abbia permesso di conoscere una storia, sicuramente non banale, che ha trovato molto simile a quella di una giovane contemporanea di Gregorio la beata Pina Suriano di Partinico Ed ha continuato dicendo come gli faccia onore che “la Comunità parrocchiale di Sant’Ernesto, da lui presieduta, sia parte di questa vicenda di servizio ai disegni di Dio poiché questa storia merita di essere conosciuta e, se Dio vuole, fare sì che questa esperienza di vita santa dia frutti buoni per la Chiesa di oggi perché suggerisce una modalità interessante di vivere la Fede”.

Padre Gentile, in chiusura, ha evidenziato come l’incontro su Gregorio avveniva il 10 giugno, lo stesso giorno in cui diciotto anni fa veniva canonizzato il Beato Bernardo di Corleone, quasi a volere suggellare l’intreccio di vite vissute in santità.

“Le pentole della santità sono sempre senza coperchio” ha detto ricordando come al suo arrivo a Corleone si era trovato nel bel mezzo della canonizzazione avvenuta il 10 giugno del 2001 di un Beato del quale in precedenza aveva appena sentito parlare e come, a distanza di diciotto anni, lo stesso giorno vedeva riuniti in chiesa per conoscere la bella storia di Gregorio.

A conclusione del pomeriggio Padre Rechie Porras, attuale Padre Priore della Chiesa di San Gregorio al Capo a Palermo, che è la chiesa all’interno della quale Gregorio ha vissuto la sua vita religiosa, ha concelebrato con Padre Gentile la S. Messa nel corso della quale il celebrante prendendo spunto dal tema del Vangelo ha ribadito come la vita vissuta da Gregorio sia stata un classico esempio di vita vissuta secondo gli insegnamenti che ci vengono dalle Beatitudini.

 

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