Pubblicato il: 27 Giugno 2019 alle 11:58 am

L’intervento dell’Arcivescovo alla presentazione della mostra “Si aprì una porta nel cielo. La Cattedrale di Monreale”

Mercoledì 26 giugno è stata presentata al Palazzo Arcivescovile di Monreale la mostra: “Si aprì una porta nel cielo. La Cattedrale di Monreale” che sarà esposta al 40° Meeting di Rimini in svolgimento nei padiglioni della Fiera di Rimini dal 18 al 24 agosto 2019.

Sono intervenuti l’Arcivescovo mons. Michele Pennisi, il direttore del Meeting per l’Amicizia tra i popoli, Emmanuele Forlani, il curatore del progetto scientifico, Mirko Vagnoni, il responsabile di Ultreya, la società che ha curato tutti gli aspetti tecnici per la sua realizzazione, Sandro Chierici. L’incontro è stato moderato don Nicola Gaglio, presidente della Fabbriceria del Duomo.

Erano presenti: Darawsha Adham, Assessore per la cultura del Comune di Palermo, Rosanna Giannetto, Assessore per la Cultura del Comune di Monreale, il Col. Luigi De Simone, Comandante Compagnia Carabinieri di Monreale, il Cap. Guido Volpe, Comandante del Gruppo Carabinieri di Monreale, il maestro Marcelo Cesena, che durante la kermesse riminese eseguirà per la prima volta in Italia il concerto che è stato eseguito nel dicembre del 2018 nella Cattedrale di Monreale.

Porgo un rispettoso saluto a tutte le Autorità civili e militari e a tutti i presenti a questa presentazione della mostra sul Duomo e sul Chiostro di Monreale che sarà allestita al 40° Meeting di Rimini dal 18 al 24 agosto 2019. Ringrazio il direttore del Meeting per l’Amicizia tra i popoli dott. Emanuele Forlani, il curatore del progetto scientifico prof. Mirko Vagnoni, il responsabile di Ultreya dott. Sandro Chierici e don Nicola Gaglio, presidente della Fabbriceria del Duomo di Monreale che si è impegnata a sostenere economicamente l’iniziativa. Voglio ricordare con gratitudine il compianto Assessore regionale ai beni Culturali e all’Identità siciliana, che è stato presente alla prima riunione del Comitato Scientifico con una pronta disponibilità e con preziosi consigli. Ringrazio altresì per la loro fattiva collaborazione la parrocchia Cattedrale, il Museo diocesano, l’Archivio storico diocesano, la Biblioteca diocesana Card. Torres, la Biblioteca Comunale di Monreale, l’Istituto d’Arte per il Mosaico di Monreale, la direzione del periodico diocesano Giornotto e l’Ufficio diocesano delle Comunicazioni sociali.

Quest’anno la divina bellezza del Duomo di Monreale e dei tesori in esso contenuti, fra cui l’antica l’icona della Madonna Odigitria, sbarca con una mostra eccezionale alla XL edizione del Meeting per l’Amicizia fra i popoli di Rimini. In questi quarant’anni nelle varie edizioni di questo evento internazionale sono state allestite circa seicento mostre artistiche, storiche, fotografiche e scientifiche. Le mostre del Meeting costituiscono da sempre degli appuntamenti più attesi, tanto da diventare veri e propri “eventi nell’evento”, con la richiesta di visite guidate e incontri di presentazione. Parecchie di queste mostre sono diventate itineranti nelle città più importanti e nei piccoli centri. Il tema di quest’anno del Meeting, tratto da una poesia di Karol Wojtyla, è «Nacque il tuo nome da ciò che fissavi».  La domanda cui vuole rispondere l’evento di Rimini è: Da dove viene il “volto” di ciascuno di noi? Che cosa dà significato al nostro “nome” proprio. Perché senza volto non si può guardare niente e non si può godere di niente; e senza nome ci si riduce al niente mischiato con nulla, per citare un detto della tradizione siciliana. Il proprio “nome”, nasce da quello che si fissa, e cioè dal rapporto con un Altro da sé, con ciò da cui ci si sente chiamati a essere. Aver coscienza che si è “chiamati” ad esistere è l’esperienza più sconvolgente dalla quale dipende la possibilità stessa di un nostro impegno serio nella realtà.

La mostra sul tesoro di Monreale, che sarà allestita alla Fiera di Rimini e che avrà come titolo: ”Si aprì una porta nel cielo: la cattedrale di Monreale”, vuole contribuire a dare un risposta al tema proposto dal Meeting. Come arcivescovo di Monreale, sono custode, insieme alla mia comunità diocesana, della Cattedrale di pietra, di oro e di luce che l’ultimo sovrano normanno, Guglielmo II, detto il Buono, ha edificato, nel XII secolo, come reggia di Cristo e mausoleo dinastico, assieme all’imponente complesso monastico affidato ai Benedettini. Nella bellezza dell’architettura e dei mosaici è incisa la fede dei nostri padri espressa dallo sguardo, il fervore della loro vita cristiana, la storia di santità della nostra Chiesa. Lo sguardo di chi entra nel duomo è anzitutto colpito dalle proporzioni armoniose della struttura, ma poi è inevitabile che egli percepisca dentro le forme e nel luccichio degli ori, dei colori qualcosa di nuovo e di antico insieme, un desiderio di trascendenza che raggiunge lo spirito e lo avvolge nel suo stesso moto. Tutto l’apparato musivo di questa basilica introduce a una teologia della storia di Dio e dell’uomo, che partendo dalla creazione, culmina nella liturgia celeste. Il Pantocratore con il suo abbraccio benedicente e il suo sguardo penetrante educa i cristiani, ed interroga chi è lontano dall’esperienza credente sul senso del proprio volto e del proprio nome. L’atmosfera migliore per apprezzare la mistica bellezza del duomo di Monreale è quella della liturgia cristiana, che rende vivo il tempio impedendogli di essere solo un monumento, cioè una conchiglia mirabile ma vuota perché mancante della perla preziosa.

Ed era stato un grande pensatore tedesco-italiano Romano Guardini a narrare in un suo diario l’emozionante esperienza di una fede che scaturisce dalla visione, sotto le scene di quella storia sacra, grondante trascendenza e umanità. La cattedrale monrealese è espressione dell’interdipendenza culturale che il bacino del mediterraneo, culla delle tre grandi religioni monoteistiche, ha saputo creare. Con la sua presenza il duomo racconta di una grande simbiosi tra il mondo cristiano occidentale e quello orientale ed è espressione significativa della cristianità che respira a due polmoni. Troviamo qui l’impianto tipico delle grandi cattedrali dell’Occidente insieme all’apporto del linguaggio iconografico ieratico della comunità bizantina. Questa chiesa siculo-normanna è oggi una grande “biblioteca”, un “atlante” di fede e di arte, nella consapevolezza che l’umanità futura, secondo l’espressione ardita di Dostoevskij, “senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo”. Con Davide Maria Turoldo noi, umile popolo di Dio della Chiesa di Monreale, nel guardare la bellezza miracolosa del nostro duomo, non possiamo nascondere la tristezza nel nostro sguardo per i tanti mali della nostra terra, di fronte ai quali tanta bellezza rappresenta il compito di rendere più umana la nostra società.

Siamo sicuri che la mostra che sarà esposta al Meeting per l’Amicizia fra Popoli di Rimini, dove sarà ripetuto il concerto multimediale realizzato in prima mondiale nel nostro Duomo a cura del pianista Marcelo Cesena con i video del regista Alessandro Spinnato, farà conoscere il Tesoro di Monreale ad un pubblico internazionale nella maggioranza composto di giovani, che ci auguriamo possano poi fare l’esperienza indimenticabile di visitare il Duomo e il Complesso monastico voluto da re Guglielmo il Buono..

Michele Pennisi
Arcivescovo di Monreale

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