A Palermo la Giornata d’inizio anno di CL della Sicilia

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di Redazione

Si è svolta domenica 8 ottobre 2023 al San Paolo Palace Hotel di Palermo, la tradizionale “Giornata di inizio d’anno” del movimento di Comunione e Liberazione della Sicilia sul tema: “La fede compimento della ragione”.

L’evento è stato il primo tenuto a livello regionale in presenza dopo le restrizioni dovute alla pandemia ed ha visto una grande e gioiosa partecipazione di tante persone giunte da tutte le provincie dell’isola.

Gli onori di casa sono stati fatti da Alfonso Ruggiero, docente di matematica e fisica al liceo scientifico Vaccarini di Catania e responsabile regionale della fraternità di Comunione e Liberazione, il quale ha aperto i lavori invitando tutti a cantare il Discendi, Santo Spirito, un canto molto caro alla esperienza di CL “per chiedere a Dio – ha detto – la grazia che ci apra il cuore e la mente”.

Nell’impossibilità di essere presente l’Arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, ha inviato un messaggio di saluto che è stato letto don Carmelo Vicari in cui dopo aver inviato i più fervidi auguri di buon lavoro ha sollecitato tutti a vivere la comunione cristiana con i Vescovi delle diocesi di appartenenza e in amicizia con i parroci e i gruppi ecclesiali ivi presenti. Ed ha poi concluso: “Il Sinodo dei Vescovi sia per tutti voi un ulteriore stimolo per rendere attuale e presente il carisma che avete incontrato attraverso la persona e la vita di don Giussani, il quale, ne sono certo, vi guarda e vi accompagna uno ad uno non facendovi mancare l’affetto che ha sempre avuto per ciascuno di voi”.

La relazione di Ruggiero ha sviluppato con grande linearità il tema dell’incontro, del rapporto tra la ragione e la fede, a partire dalla drammaticità della situazione attuale, contraddistinta e sintetizzata dalla emergenza educativa, che coinvolge tutti, popoli e nazioni, quelle soprattutto in cui prevale la tragica esperienza della guerra.

Lo ha fatto ripercorrendo alcune tappe significative della vita di Cl dell’ultimo anno, soffermandosi in modo particolare sulla peculiarità dell’esperienza cristiana che si gioca tutta e sempre sull’incontro con personalità e testimoni significativi della fede. Ha ricordato per prima la figura del beato Rosario Livatino e del beato don Pino Puglisi, quindi quella di don Francesco Ventorino, sacerdote catanese, per tantissimi anni animatore della vita di CL a Catania e in Sicilia, presbitero decisivo per il suo incontro con la Chiesa e il Movimento e la sua educazione affettiva ed umana. E poi si è lungamente soffermato sulla figura del cieco nato, narrato nel Vangelo, il quale non può che arrendersi di fronte all’evidenza dell’incontro con Cristo, che gli dona la vista, anche se non riesce a comprendere fino in fondo tutte le ragioni di quel gesto.

Ma come si fa a proseguire l’esperienza dell’incontro cristiano di fronte alle tante difficoltà che la vita ci pone? La risposta di Ruggiero è stata tutta incentrata nella disponibilità a seguire l’esperienza della fede nella compagnia della comunità cristiana.

“Solo in un rapporto – ha illustrato Ruggiero – si vive la fede. L’incontro iniziale è con una compagnia: l’eccezionalità che mi colpisce è dentro una compagnia, l’annuncio che mi viene fatto è dentro una compagnia, un luogo. Allora, come per gli apostoli, è nella convivenza con questa compagnia …. che in me cresce la certezza cristiana”. “Senza questa compagnia, io non posso avere fede. ….. E devo seguire proprio queste persone piuttosto che altre, perché la fedeltà non è ultimamente a loro, ma a Colui che in questa compagnia è presente, al di là di tutti gli errori che ciascuno può fare”.

A conclusione del suo intervento ha dato la parola a persone che hanno brevemente narrato tre storie completamente diverse, tutte centrate sull’importanza della persona di Cristo, “l’unico – ha concluso – in grado di consolare, sostenere e dare ragione della speranza nella loro vita”.

La celebrazione della Santa Messa ha concluso una mattinata molto significativa e ha offerto a tutti un ulteriore motivo di impegno e testimonianza lì dove ciascuno è chiamato a vivere.

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