Al via “I media della C.E.I. … insieme per passione”, la manifestazione di Terrasini giunta alla IV edizione.

di REDAZIONE

Si è aperta ieri a Terrasini, nella cornice di Palazzo D’Aumale, già palazzo di Enrico d’Orleans e oggi Museo Regionale, la quarta edizione de “I media della CEI insieme… per passione”. L’annuale appuntamento, che nelle scorse edizioni aveva coinvolto il quotidiano Avvenire, quest’anno, vede la partecipazione di tutti i media della Conferenza Episcopale Italiana e, quindi, oltre Avvenire, anche TV2000, AgenSir e Radio InBlu.

Il tema scelto quest’anno è relativo ad alcune tra le più note parabole che, giorno per giorno saranno declinate da vari relatori ed entro un tema unificante.

Ieri si è iniziato e i relatori sono stati invitati a riflettere e comunicare le proprie considerazioni a partire dall’arte. L’incontro, preceduto da un momento musicale, è stato moderato dalla giornalista Alessandra Turrisi.

Prima di iniziare Mons. José Tolentino Calaça de Mendoça, ha avuto modo di visitare la ricca collezione di reperti presenti al museo.

Dopo i saluti delle autorità, l’Arcivescovo, Mons. Michele Pennisi ha citato un famoso proverbio cinese che dice: “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce” sottolineando che compito dei media cattolici è raccontare proprio la foresta che cresce, il positivo che c’è nel mondo e fra gli uomini. A conclusione del suo indirizzo di saluto, l’Arcivescovo di Monreale, ha ricordato l’Assessore Sebastiano Tusa, la cui presenza al Festival era stata prevista prima della sua scomparsa.

Subito dopo don Antonio Chimenti, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi e Ino cardinale, presidente dell’Associazione “Così per  … passione”, entrambi promotori della manifestazione ne hanno anticipato il programma che si articola nell’arco di 4 giorni.

Come detto, filo conduttore della conversazione è stata la parabola del seminatore.

“Dio non ti dà già qualcosa di pronto, ma i semi per poter realizzare quanto è già nel tuo cuore e nei tuoi sogni”, ha esordito Mons. José Tolentino Calaça de Mendoça, Cardinale Eletto, Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa, teologo e poeta, il quale ha evidenziato che il Seminatore non sceglie ma semina in tutti i cuori, e quindi provoca. Ha quindi chiesto: “cosa possiamo fare con il seme che abbiamo ricevuto?” appellandosi alla responsabilità di ciascuno.

Alessandro Zaccuri, giornalista di Avvenire e scrittore, ha messo in risalto la perfezione dei racconti delle Parabole, evidenziando come queste siano esperienze realistiche che sono, esse stesse, Parola che viene seminata nei nostri cuori.

Lina Bellanca, soprintendente dei Beni culturali di Palermo, parlando dell’arte sacra, ha raccontato come gli artisti hanno sempre dato il meglio di loro nella realizzazione di manufatti o strutture sacre, essendo così terreno fertile che ha dato un frutto che resiste al tempo.

A chiusura del pomeriggio, la direttrice del teatro Biondo di Palermo, Pamela Villoresi, ha coniugato l’arte alle parabole, partendo dal compito di ciascuno di trovare il suo talento. Se questo è il compito di tutti, il compito dell’artista è duplice: trovato e scoperto il suo talento deve mettersi a servizio di questo stesso, spesso anche mettendosi da parte. Ha concluso la sua riflessione interpretando un monologo tratto dal suo spettacolo su Santa Teresa d’Avila, raccogliendo un caloroso e lungo applauso.

Il pomeriggio di oggi è dedicato alla Giustizia, a partire dalla parabola del Figliol prodigo. Ne parleranno a Palazzo d’Aumale, dalle 17:30, Lollo Franco, Attore, regista teatrale e scenografo, Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, Salvatore Martinez, presidente nazionale Rinnovamento nello Spirito, Nello Musumeci, Presidente della Regione Siciliana. Alle 21:00, nello stesso luogo, il Concerto della fanfara del XII battaglione Carabinieri “Sicilia” diretto dal maestro M.llo Capo Paolo Mario Sena.

 

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