di Carla e Daniele Gervasi, Equipe dell’UPF di Monreale
In occasione della 48ª Giornata Nazionale per la Vita, domenica 1 febbraio abbiamo preso parte insieme al nostro Arcivescovo, Monsignor Gualtiero Isacchi, don Gioacchino Capizzi, direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute e cappellano del Presidio G.F, i volontari del CAV Partinico (Centro Aiuto alla Vita) e i Volontari Avuls della Cappellania in una visita speciale ai reparti di Ostetricia e Neonatologia, diretti dalla dottoressa Laura Giambanco e dal dottore Vincenzo Duca, dell’ospedale G.F. Ingrassia. Come membri e rappresentanti dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Famiglia, ma soprattutto come genitori adottivi, il nostro sguardo si è posato su quelle culle con una consapevolezza particolare. Sappiamo bene che la vita non sempre segue percorsi lineari, ma sappiamo anche che ogni bambino che viene al mondo è un dono che interroga la responsabilità di noi adulti. Incontrando le giovani madri in attesa, siamo rimasti colpiti dalla loro luce. In un’epoca che spesso dipinge la maternità come un peso o un limite, abbiamo visto donne che, con gioia e immenso coraggio, hanno scelto di dire “Sì” alla vita, diventando custodi di un mistero più grande di loro. Il momento più toccante è stato varcare la soglia della Terapia Intensiva Neonatale. Lì, dove il tempo sembra sospeso, il silenzio dell’attesa, la fragilità si fa preghiera. Vedere i bambini più piccoli lottare per ogni respiro, circondati dalle cure amorevoli del personale sanitario e dalla presenza costante dei genitori, ci ha ricordato la forza dirompente della vita che “vuole” nascere e crescere a ogni costo. In quel reparto abbiamo sentito un richiamo fortissimo alla nostra umanità. Abbiamo sentito con forza che quei bambini non appartengono solo alle loro famiglie, ma sono figli di una comunità intera. Mons. Gualtiero, con la sua presenza paterna, ha ribadito l’importanza di non lasciare sole queste famiglie. Come Chiesa di Monreale, siamo chiamati a essere quel “calore” che protegge i germogli più teneri. La nostra esperienza di genitori adottivi ci insegna che l’accoglienza è l’atto d’amore più alto: che sia nel grembo materno o attraverso il dono dell’adozione, ogni bambino ha diritto di sentirsi atteso, protetto e amato.



