Pubblicato il terzo volume di “Santi e Santini. 100 anni di arte cultura e devozione”

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di Francesco Inguanti
Con la pubblicazione del terzo volume di “Santi e Santini. 500 anni di arte cultura e devozione” può considerarsi compiuta la trilogia che Ino cardinale è riuscito a portare a temine da quando nel 2018 si svolse a Terrasini per iniziativa della associazione “Così… per passione”, una mostra che raccolse una dovizia di opere che grazie ai tre volumi ciascuno può ammirare nella propria casa e consultare e godere a piacimento.

La conclusione di un percorso così impegnativo, che le attuali vicende sanitarie ha complicato, impedendo la tradizionale presentazione del volume, consente di trarre anche qualche conclusione.
Le preziose presentazioni che accompagnano i tre volumi aiutano a comprendere il grande valore storico che questi minuscoli e apparentemente inutili foglietti offrono per una lettura dei tanti secoli che stanno alle nostre spalle e della esperienza di fede cristiana che hanno contribuito a consegnare fino ad oggi.
Sfogliando le pagine dei tre volumi insieme si coglie anche l’evoluzione grafica e iconografica che i santini hanno avuto nell’arco di molti secoli. Tra quelli di questo volume ve ne sono alcuni che possiamo considerare moderni e contemporanei, con stili e rappresentazioni tipici dei nostri giorni.
Ma una domanda è lecito porsi: che ne sarà di questo strumento, cioè dei santini, tra venti trenta o cinquanta anni? Sapranno aggiornarsi alla evoluzione dei tempi e della società? Saranno in grado di trasmettere ancora una esperienza di fede, quella che accompagna la vita di ogni uomo, dalla nascita alla morte? Difficile dirlo, anche perché molti degli attuali lettori non saremo più nel regno dei vivi.
Prima di proseguire mi sia lecito un paragono, utile solo per capire. L’esempio più vicino alla tradizione dei Santini può considerarsi il collezionismo delle figurine dei calciatori che datano ormai parecchi decenni e che vivono ancora una splendida esistenza accompagnando la crescita delle generazioni più giovani. Le figurine di quest’anno sono ovviamente più belle e più attraenti di quelle dell’inizio e continuano a catturare l’interesse di tanti bambini.
Senza volerne confondere il valore e l’importanza il paragone è utile solo per formulare meglio la domanda: i Santini continueranno a trasmettere quella e esperienza si fede che li ha generati nei secoli scorsi o forme e strumenti più moderni li relegheranno solo nell’album dei ricordi, di un passato bello da ricordare ma non più attuale?

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