INAUGURATO A SANTA CATERINA IL PARCO GIOCHI PARROCCHIALE “GINEVRA AMATO”

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di Don Giuseppe Ruggirello, parroco
A distanza di qualche giorno desidero ripassare nel cuore ciò che abbiamo vissuto domenica scorsa, perché è incredibile quanta luce possa sprigionarsi da un evento drammatico e doloroso e quanta vita nuova possa sbocciare e fruttificare da una ferita.
Il 14 settembre 2025 pomeriggio, prima della celebrazione eucaristica in occasione del 60° anniversario dell’istituzione della Parrocchia di Santa Caterina da Siena a Partinico, l’arcivescovo di Monreale mons. Gualtiero Isacchi, ha benedetto e inaugurato il parco giochi parrocchiale dedicato a Ginevra Amato. Un fiume di gente e di bambini riempiva l’atrio dell’oratorio in un clima di festa e di allegria, come desiderava e immaginava questo giorno Cinzia, la mamma di Ginevra.
San Giovanni Bosco al termine della sua vita diceva: “Ha fatto tutto Lei”, attribuendo a Maria Ausiliatrice le opere e la realizzazione di tutto ciò che aveva fatto per i giovani. Qui a Santa Caterina, prendendo in prestito le parole del Santo della gioventù, posso attestare che “ha fatto tutto Dio”. È Dio, infatti, ad aver seminato nei cuori il sogno di un parco giochi parrocchiale. Poco a poco, con la condivisione del desiderio abbiamo iniziato a crederci in tanti, anche quando il pensiero di non avere risorse sufficienti per l’acquisto dei giochi, per realizzare uno spazio adeguato ad accogliere i bambini, fiaccava l’entusiasmo.
L’incontro con Rosario Amato negli ultimi mesi di vita della figlia Ginevra, nata al cielo prematuramente il 6 marzo 2025, a due giorni dal compimento dei 15 anni, ha dato nuova forma al sogno, con la realizzazione di uno spazio ludico che raccontasse la vita, la gioia, l’entusiasmo della sua primogenita, divenendo un luogo di divertimento, di aggregazione e di incontro per i bambini, i ragazzi e le loro famiglie, oltre che di memoria, perché Ginevra amava la vita.
La rete e i buoni legami ha fatto la differenza: ancora una volta la dimensione comunitaria, che mette insieme per uno scopo più grande, che guida oltre le personali aspettative, annodava insieme i fili di una rete di solidarietà. Il primo legame, attraverso l’amicizia con Gaetano Avellone, è stato con l’associazione Pi i picciriddi, che il 30 marzo scorso ha organizzato un brunch solidale al molo trapezoidale presso il ristorante dello chef Natale Giunta, devolvendo una parte del ricavato all’acquisto di un gioco a molla per il parco giochi di Santa Caterina. Primo passo di un percorso che di lì a poco avrebbe trovato anche il sostegno del RotarAct Costa Gaia e del contributo del Rotary Distretto 2110 Sicilia-Malta, che hanno acquistato l’altalena e il saliscendi della Holzhof, azienda leader nei giochi per i parchi pubblici. La rete si è allargata con altri piccoli contributi, facendolo diventare un sogno della e per la comunità.
Determinante l’intervento della Gi.Ro.Sa. Costruzioni dei fratelli Amato, senza la quale non sarebbe avvenuta la trasformazione di uno terreno brullo e ameno, in parte alberato, nel coloratissimo parco giochi che oggi è possibile ammirare: con una passerella accessibile anche ai disabili, la siepe perimetrale, la pavimentazione con le formelle artistiche di Rossano La Verde, le opere edilizie e tanto altro. La presenza costante di Rosario Amato in cantiere e il suo impegno fattivo ha portato in breve tempo a completare l’opera.
L’ingresso al parco giochi, accanto al saloncino parrocchiale e all’atrio dell’oratorio, è stato arricchito con un murales, realizzato dall’artista partinicese Roberto Stabile, con Santa Caterina da Siena al centro e i bambini intorno a lei che giocano. Ho voluto che la nostra patrona venisse rappresentata con gli elementi tipici della sua iconografia: il libro dei Vangeli in mano, il giglio della verginità, le stigmate alle mani che raccontano l’esperienza mistica e il rapporto con Cristo sposo e la sua passione. Ai suoi piedi c’è un cagnolino che tiene in bocca una fiaccola accesa, simbolo dell’ordine domenicano a cui apparteneva la nostra patrona e della luce della fede da accendere in tutto il mondo.
Una figura che emerge per la sua bellezza è una bambina che danza: raffigura Ginevra che amava la vita e amava ballare. Infatti, una scultura in acciaio proprio con la sagoma di una bambina che danza è stata posta all’ingresso del parco giochi. Inoltre, si è voluto rappresentare un bambino in carrozzina e un ragazzo marocchino, oltre alla figura degli adulti: due giovani genitori che si tengono per mano, mentre si dirigono verso il parco giochi.
Già il giorno dopo, sin dal mattino, mamme e nonni con i bambini hanno riempito di gioia e di felicità il parco giochi. Ieri mattina anche l’AIAS di Partinico ha accompagnato i ragazzi speciali del centro diurno al parco con l’assistente sociale e gli operatori socio-sanitari.
Questo luogo che narra bellezza, sognato insieme, va adesso custodito e curato e, nel contesto dell’oratorio parrocchiale, è chiamato ad essere una delle leve di trasformazione sociale, come può e deve essere ancora oggi la parrocchia in un territorio, specie in un quartiere come Santa Caterina, segnato da criticità, da povertà educative, materiali e morali, da diverse problematiche, eppure caratterizzato da tante potenzialità.

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